LILYGO T-Bao

LILYGO T-Bao: il piccolo robot con l’AI che ho portato a casa dal Maker Faire Roma
C’è qualcosa di irresistibile nei gadget che riesci a tenere nel palmo di una mano ma che nascondono dentro una quantità spropositata di tecnologia. Alla Maker Faire Roma 2025 ho girato tra gli stand con la mia solita curiosità, e quando mi sono fermato da LILYGO mi sono ritrovato davanti a questo piccolo oggetto nero.
Compatto, quasi timido nella sua corporatura, che si chiama T-Bao. Me lo hanno messo tra le mani, mi hanno mostrato una demo dal vivo, e non è più uscito dal mio zaino.
LILYGO è un’azienda cinese di Shenzhen che negli anni si è costruita una solida reputazione nella comunità dei maker grazie a una serie di schede di sviluppo basate su ESP32 — spesso molto creative, a volte quasi eccentriche.
Cos’è?
Il T-Bao rappresenta forse il loro progetto più ambizioso fino ad oggi: non una scheda, non un modulo, ma un robot vero e proprio, con ruote, display, fotocamera e persino un piccolo altoparlante.
Fisicamente è piccolo — 53 x 64 mm di base, con un’altezza totale di poco meno di 8 cm contando le ruote — e costruito in plastica nera opaca con un design vagamente antropomorfo. Il display è incernierato e può ruotare di 90°, la fotocamera può essere orientata di 180°, e le due ruote motorizzate gli permettono di muoversi su superfici piane. È compatibile con i mattoncini LEGO, il che apre scenari interessanti per chi vuole integrarlo in costruzioni più complesse.


Due cervelli, un solo robot
Quello che rende il T-Bao davvero interessante, però, è ciò che sta sotto la scocca. Il cuore del sistema è in realtà doppio: il robot combina un ESP32 e un K210 RISC-V come microcontrollori principali. L’ESP32 — nella variante D0WDQ6-V3 con doppio core Xtensa LX6 a 240 MHz, 16 MB di flash e 8 MB di PSRAM — si occupa di tutto ciò che riguarda la connettività: Wi-Fi 802.11 b/g/n e Bluetooth 4.2 + BLE. È lui il “cervello sociale” del robot, quello che parla col mondo esterno.
Il secondo chip è invece il vero protagonista dell’intelligenza artificiale a bordo: il Kendryte K210 è un microcontrollore dual-core a 64 bit con architettura RISC-V che può girare fino a 400 MHz, dotato di un coprocessore neurale chiamato KPU — Kendryte Processing Unit — progettato per l’esecuzione efficiente di modelli di machine learning. È grazie a questo chip che il T-Bao è in grado di fare cose che fino a qualche anno fa sarebbero sembrate impensabili su un dispositivo di questa taglia e di questo prezzo.
La funzionalità più spettacolare è il riconoscimento facciale in tempo reale: il modello gira a 60 fotogrammi al secondo in risoluzione QVGA, oppure a 30 FPS in VGA, il tutto senza bisogno di cloud, senza latenza di rete, direttamente sul chip. È edge AI nella sua forma più pura — e vederlo funzionare dal vivo allo stand di LILYGO è stato decisamente impressionante. La fotocamera è una OV2640 da 2 megapixel con risoluzione massima UXGA (1600×1200) e rotazione regolabile di 180°, collegata direttamente al K210 che processa il flusso video in tempo reale.
Il display è un pannello IPS capacitivo da 1,54 pollici con risoluzione 240×240 e driver ST7789, che supporta il tocco e può ruotare adattivamente di 90°. Non è enorme, ma è nitido e reattivo, e per un dispositivo di questa taglia ha decisamente senso. La combinazione di fotocamera e schermo consente un’elaborazione delle immagini dinamica in tempo reale.


Per l’audio c’è un amplificatore MAX98357A con uscita I2S che eroga 3,2 watt su 4 ohm — abbastanza per sentirsi anche in un ambiente rumoroso come quello di una fiera. I sensori di bordo includono un IMU MPU6050 a 6 assi (accelerometro + giroscopio), utile per capire l’orientamento del robot nello spazio e potenzialmente per implementare comportamenti reattivi. Il driver motori è un DRV8833, che gestisce le due ruote in modo indipendente permettendo curve e rotazioni sul posto. La gestione dell’alimentazione è affidata a un AXP202 PMU, accessibile tramite I2C, con ricarica USB-C a 5V/500mA.
Un prodotto sperimentale, nel senso più bello del termine
C’è però un aspetto su cui vale la pena essere onesti: la documentazione specifica sul T-Bao è ancora molto limitata. Il repository GitHub ufficiale di LILYGO contiene esempi basati su MaixPy e risorse per l’ESP32, ma non esiste ancora una documentazione dedicata e completa per questo prodotto. La porta USB-C integrata nel corpo del robot serve solo per la ricarica: per programmare l’ESP32 bisogna usare l’adattatore USB-seriale CH9102 incluso nella confezione. Per il K210 si lavora invece tramite scheda SD o tramite i tool di flashing di Espressif.
È chiaramente un prodotto ancora in fase sperimentale — o almeno, è così che va vissuto. Chi si aspetta una piattaforma pronta all’uso con documentazione esaustiva e tutorial step-by-step rimarrà deluso. Chi invece è abituato a lavorare con hardware maker, a leggere codice sorgente su GitHub, a sperimentare con MaixPy e micropython su K210, troverà nel T-Bao un terreno di gioco davvero fertile.
Il prezzo è di circa 90 euro, acquistabile direttamente dal sito di LILYGO, AliExpress o Amazon. Per quello che offre — due microcontrollori, AI on-device, fotocamera, display touchscreen, audio, IMU, ruote motorizzate e compatibilità LEGO, tutto in un corpo che sta in un pugno — è una cifra assolutamente ragionevole.

Io per ora lo tengo sulla scrivania, lo osservo, e sto studiando il repository per capire fin dove posso spingermi. La prossima tappa è farlo muovere in autonomia seguendo un volto. Aggiornamenti in arrivo.
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